Domaine de Juchepie - Coteaux du Layon Faye - Churelles 1997
Quasi trent'anni dopo la sua vendemmia, Les Churelles 1997 testimonia l'incredibile attitudine all'invecchiamento dei grandi Chenin dolci della valle del Layon. A Faye-d'Anjou, sui pendii esposti a sud e sud-ovest, Eddy e Mileine Oosterlinck hanno iniziato nel 1986 a far rivivere un piccolo vigneto il cui potenziale avevano scoperto alcuni anni prima. Questa coppia di origine belga, arrivata alla viticoltura per passione, ha progressivamente costruito il Domaine de Juchepie attorno a una semplice convinzione: la qualità di un vino si decide prima di tutto in vigna. Dal 1994 hanno adottato i principi dell'agricoltura biologica, in un'epoca in cui questo approccio era ancora poco diffuso nel vigneto angevino. Il loro lavoro si concentra particolarmente sulle vecchie vigne di Chenin, un vitigno capace di conservare un'acidità notevole anche quando le uve raggiungono alte concentrazioni di zuccheri. Les Churelles si distingue per la sua origine geologica, un terroir di riolite, roccia vulcanica antica che poggia su formazioni del Carbonifero, che contrasta con gli scisti dei vicini Quarts. Questa peculiarità dà origine a vini dolci la cui freschezza e finezza costituiscono qualità essenziali, particolarmente percepibili dopo diverse decadi in bottiglia.
Il millesimo 1997 appartiene a un periodo importante nella storia della tenuta, quando Eddy e Mileine Oosterlinck stavano affinando la loro conoscenza delle diverse parcelle e sviluppavano le loro prime grandi selezioni di Chenin. Nel Layon, quell'anno ha permesso di elaborare bei vini da vendemmia tardiva, la cui concentrazione era accompagnata da un'acidità favorevole alla loro conservazione. Les Churelles proviene da uve raccolte a maturità avanzata, attraverso passaggi successivi nelle vigne, per selezionare i grappoli che presentano il miglior equilibrio tra ricchezza e freschezza. La concentrazione naturale, favorita in particolare dallo sviluppo della botrite, o muffa nobile, costituisce una delle basi di questi grandi bianchi dolci angevini. Il lavoro della tenuta si basa su pressature particolarmente lente in pressa verticale, che permettono di estrarre progressivamente succhi concentrati senza traumatizzare la vendemmia. Le fermentazioni in botti di rovere, senza inoculazione di lieviti né chaptalizzazione, rispettano poi il carattere dell'uva e le particolarità del suo terroir. Con il senno di quasi tre decenni, questo 1997 presenta un interesse particolare per gli amanti dei vecchi millesimi, offrendo l'occasione di scoprire un Chenin giunto a uno stadio di maturità che pochi vini bianchi possono raggiungere con tanta distinzione.
A questa età, Les Churelles 1997 può svelare un colore dorato profondo, con sfumature ambrate, testimonianza della sua lenta evoluzione in bottiglia. Il suo registro aromatico dovrebbe privilegiare frutta candita, cotogna, albicocca secca e scorza d'arancia, accompagnati da note di miele, cera d'api e zafferano. All'aerazione, evocazioni di tè nero, frutta secca e spezie dolci possono arricchire il bouquet, a seconda delle condizioni di conservazione della bottiglia. Al palato, la ricchezza del Chenin dolce trova il suo contrappunto in un'acidità naturale che rimane una delle grandi forze dei vini del Layon, apportando slancio a una materia diventata più fusa col tempo. Il finale può conservare una persistenza notevole, mescolando agrumi canditi, spezie e delicati amari che evitano qualsiasi sensazione di pesantezza. Un vino simile merita una degustazione attenta, da solo o accompagnato da foie gras semi-cotto, pollame alle spezie dolci, un formaggio erborinato o una crostata sottile di albicocche, privilegiando preparazioni che rispettino la sua sottigliezza. Ora a un'età avanzata, questo 1997 guadagnerà ad essere aperto con cautela, senza decantazione sistematica, per preservare gli aromi delicati che diversi decenni di invecchiamento hanno potuto sviluppare.
Vitigno: 100% Chenin Blanc