Domaine Berry-Althoff - Lopin 2022
Domaine Berry-Althoff è una delle giovani tenute più ispiratrici del Gard, guidata da Imogen Berry e Robin Althoff intorno ad Aubais. Creato progressivamente a partire dal 2015, il progetto si è costruito senza un'eredità fondiaria iniziale, con una vera volontà di recuperare e valorizzare vecchie vigne su terroir calcarei. La tenuta lavora oggi circa dieci ettari con un approccio biologico e biodinamico, con una chiara ricerca di vini puri, vivi e precisi. Questa filosofia si ritrova in cuvée artigianali, poco interventiste, dove l'espressione del luogo prevale sulla potenza o l'estrazione. Lopin 2022 si inserisce pienamente in questo approccio, con un rosso di Cinsault al tempo stesso delicato, profondo e luminoso. La cuvée mette in evidenza un'altra faccia del Languedoc gardois, più aerea, più infusa, lontana dai rossi mediterranei troppo densi. È un vino di vignaioli sensibili, legati alla finezza del frutto, alla freschezza e all'identità dei loro suoli.
La cuvée Lopin 2022 è elaborata esclusivamente a partire da Cinsault, vitigno mediterraneo spesso associato alla golosità, ma capace qui di un'espressione molto più sottile. Le uve provengono da un appezzamento di proprietà situato ad Aujargues, da vigne piantate nel 1969, che apportano naturalmente profondità e complessità. Il terroir di calcari scintillanti del Valanginiano conferisce al vino una trama minerale e una sensazione di leggerezza molto particolare. La vendemmia è effettuata a mano, quindi le uve sono diraspate per preservare la purezza del frutto. La macerazione di 12 giorni, condotta tra 20 e 25°C, permette di estrarre dolcemente colore, aromi e una struttura tannica fine. La fermentazione con lieviti indigeni rafforza l'espressione naturale dell'uva e del luogo. L'affinamento di 12 mesi in foudre, anfora in gres e botti di rovere, seguito da 4 mesi in vasca inox, affina la texture senza mascherare l'eleganza del Cinsault.
Nel bicchiere, Domaine Berry-Althoff Lopin 2022 svela un colore rubino chiaro e brillante, fedele allo stile delicato del Cinsault. Il naso si apre su fragola fresca, ribes, ciliegia rossa e alcune note floreali, con una sottile nota pepata. Il palato è morbido, succoso e slanciato, sostenuto da una mineralità discreta che dona lunghezza al vino. I tannini sono delicati, quasi polverosi, e accompagnano il frutto senza mai indurire il finale. Il tutto conquista per la sua bevibilità, precisione e questa sensazione di vino vivo, libero, ma perfettamente controllato. È un rosso che può essere servito leggermente fresco, intorno ai 14-15°C, sia in aperitivo che a tavola. Accompagnerà molto bene una cucina mediterranea, verdure grigliate, pollame arrosto, salumi fini, una costata di vitello o un formaggio di capra poco stagionato.
Vitigno: 100% Cinsault