Domaine de Vaccelli - Unu Rosé 2025
A Cognocoli-Monticchi, nella valle del Taravo, il Domaine de Vaccelli occupa un posto a parte nel paesaggio vitivinicolo corso. La famiglia Courrèges lavora sin dagli inizi degli anni 1960 questi pendii di arenarie granitiche situati a sud della denominazione Ajaccio, in un ambiente dove il maquis, i venti e la luce conferiscono ai vini un’identità immediatamente insulare. Sotto l’impulso di Gérard Courrèges, la proprietà ha guadagnato precisione senza perdere quell’energia terrena che incanta i grandi vini della Corsica. Il domaine si basa sui vitigni locali, in particolare Sciaccarellu, Vermentinu e altre varietà mediterranee, per proporre vini leggibili, vibranti e raramente dimostrativi. La Revue du vin de France sottolinea in particolare il lavoro biologico dal 2008, la certificazione dal 2019 e il posto del domaine tra l’élite della viticoltura corsa. In questo contesto, Unu Rosé 2025 non si presenta come un semplice rosato stagionale, ma come una lettura fresca, fine e gastronomica di un terroir granitico corso. Mantiene questo modo Vaccelli: struttura, rilievo, un’aromatica cesellata e una sensazione di vino più costruito di quanto sembri a prima vista.
Questa cuvée rosata si inserisce nello spirito di Unu, la gamma accessibile del domaine, ma senza compromessi sull’identità del luogo. Le informazioni disponibili sulle annate recenti indicano un assemblaggio intorno a Sciaccarellu e Cinsault, con vinificazione e affinamento in vasche di acciaio inox, ma l’assemblaggio preciso dell’annata 2025 deve essere confermato se il domaine lo comunica ufficialmente. Questo profilo corrisponde perfettamente all’equilibrio ricercato per un rosato corso di carattere: lo Sciaccarellu apporta il suo grano fine, le sue sfumature di piccoli frutti rossi, spezie dolci e maquis, mentre il Cinsault può contribuire alla morbidezza, alla brillantezza fruttata e alla bevibilità. L’annata 2025 sembra prolungare questa idea di un rosato luminoso, teso dalla freschezza e sostenuto da una materia più seria di quella di un rosato semplicemente dissetante. La vasca in acciaio inox, quando usata con giustezza, permette di preservare la nitidezza del frutto, l’energia del vino e quella sensazione leggermente salina che si cerca nei bei rosati insulari. Nel complesso evoca più un rosato da tavola che un vino da aperitivo, con una struttura sufficiente per accompagnare una cucina mediterranea, pesci alla griglia o piatti profumati alle erbe. La cuvée Unu Rosé 2025 è ben referenziata come Ajaccio rosé per l’annata 2025, con un grado indicato del 13%.
Il colore dovrebbe presentarsi in una tonalità chiara e brillante, tra rosa pallido e riflessi salmone, fedele ai rosati corsi lavorati sulla finezza più che sull’estrazione. Il naso evoca frutti rossi freschi, pesca bianca, arancia rossa, poi sfumature più meridionali di fiori secchi, pietra calda ed erbe del maquis. Al palato, il vino trova il suo equilibrio in una materia morbida ma sostenuta, con una freschezza netta, una texture delicatamente carnosa e un finale che lascia apparire sottili amari agrumati. Nulla sembra forzato: il frutto resta preciso, la trama minerale accompagna la degustazione e il finale prolunga questa impressione di rosato serio, capace di guadagnare in sfumature nel corso del pasto. Lo si immagina molto a suo agio con gamberi alla griglia, orata al finocchio, triglie, insalata di polpo, pollame alle erbe, verdure confit o formaggio di pecora giovane. Una temperatura di servizio intorno ai 9-11°C permetterà di conservare la brillantezza del vino senza indurirne la texture. È una bottiglia da aprire giovane per la sua energia e frutto, mantenendo però abbastanza fondo per evolvere favorevolmente in due o tre anni.
Vitigni: Sciaccarellu, Cinsault