Mas des Chimères - Caminarem 2023
Ci sono vini che raccontano tanto una storia familiare quanto una storia di terroir. A Octon, sulle alture del lago Salagou, Caminarem incarna da quasi vent'anni la volontà di Guilhem Dardé di restituire il prestigio ai vitigni tradizionali del Languedoc. Fondatore del Mas des Chimères nel 1993, questo vignaiolo profondamente legato alla sua terra ha costruito, con sua moglie Palma e la loro figlia Maguelone, un dominio i cui vini si distinguono per il loro carattere e la loro notevole franchezza di espressione. Il paesaggio circostante, modellato dalle antiche colate vulcaniche e dagli spettacolari ruffe rosse del Permiano, offre una rara diversità geologica, a cui si aggiunge l'influenza rinfrescante dei rilievi del Larzac. È sulle altopiani basaltici che nasce Caminarem, una cuvée il cui nome occitano evoca l'idea di proseguire il proprio cammino, fedele alle proprie convinzioni. Attraverso di essa, la famiglia Dardé rivendica una viticoltura rispettosa dei suoli e una concezione del vino in cui i vecchi vitigni mediterranei ritrovano tutta la loro importanza. Più strutturato e ambizioso di Nuit Grave, Caminarem costituisce una delle espressioni più compiute del patrimonio viticolo del Mas des Chimères.
L'originalità di Caminarem 2023 risiede in un assemblaggio a parti uguali di cinque vitigni emblematici del Midi: Cinsault, Carignan, Mourvèdre, Grenache e Syrah, ciascuno rappresentante il 20% della cuvée. Questa composizione insolita attribuisce un ruolo essenziale a Cinsault e Carignan, spesso relegati in secondo piano negli assemblaggi languedociani contemporanei. Le uve provengono da parcelle coltivate sugli altopiani basaltici, dove alcune viti raggiungono quasi novant'anni, con rese naturalmente limitate. Il Cinsault apporta finezza e brillantezza aromatica, il Carignan vivacità e profondità, mentre il Mourvèdre costruisce la trama tannica e il Grenache arricchisce la texture con la sua generosità. La Syrah completa l'insieme con note floreali, spezie e struttura, conferendo al vino una notevole diversità di espressione. Dopo la vendemmia manuale, le uve vengono diraspate e i diversi vitigni assemblati non appena la loro maturità lo consente, prima di una fermentazione con lieviti indigeni ed estrazioni volutamente delicate. L'affinamento di circa dodici mesi, realizzato in parte in contenitori di rovere da 400 e 600 litri, accompagna l'armonizzazione di questo assemblaggio senza cancellare la personalità dei vitigni né l'impronta del terroir vulcanico.
Caminarem 2023 svela un colore granato profondo, con riflessi violacei, la cui intensità annuncia una materia generosa e strutturata. Il bouquet si apre con aromi di mora selvatica, ciliegia nera e prugna matura, rapidamente raggiunti da note di timo, alloro, liquirizia e pepe nero. All'aerazione, sfumature di cacao, pietra calda e garriga secca arricchiscono questa tavolozza mediterranea, senza mai mascherare la freschezza del frutto. Il palato possiede una densità affermata, con una materia carnosa e tannini presenti ma maturi, il cui grano leggermente serrato apporta una struttura particolarmente interessante per l'invecchiamento. L'equilibrio si basa su una tensione che attraversa il vino e gli evita qualsiasi pesantezza, mentre il finale, lungo e saporito, conserva un'impronta speziata e amari sottili. Questo Terrasses du Larzac accompagnerà una spalla di agnello confit all'aglio, un piccione arrosto alle erbe, una costata di manzo maturata o uno stufato di cinghiale, preparazioni capaci di rispondere alla sua profondità senza schiacciare le sue sfumature aromatiche. Ancora giovane, beneficerà di essere decantato prima del servizio e potrà proseguire la sua evoluzione per circa dieci anni, sviluppando progressivamente note di cuoio, sottobosco e spezie pur mantenendo la personalità calda delle sue origini.
Vitigni: 20% Cinsault, 20% Carignan, 20% Mourvèdre, 20% Grenache, 20% Syrah