L'Oratorio Saint Jean D'aurelhian - Franck Soulayrol 2023
L’Oratorio Saint Jean d’Aureilhan è una delle giovani tenute più entusiasmanti e riservate del Languedoc. Situato a Liausson, sulle rive del lago Salagou, Franck Soulayrol firma dal 2021 una cuvée rossa già molto seguita dagli appassionati di grandi vini del Sud. La tenuta copre solo circa sei ettari, il che spiega la naturale rarità delle bottiglie e la rapidità con cui spariscono dalle assegnazioni. Franck Soulayrol, figlio di un vignaiolo e nipote della famiglia Vaillé de La Grange des Pères, si inserisce in una prestigiosa filiazione pur tracciando una strada personale. Il terroir di Salagou, segnato da scisti, calcari, marne e molasse, conferisce al vino un’identità profonda, solare e minerale. Questo millesimo 2023 conferma lo status di stella nascente della tenuta, con un rosso di carattere, ambizioso e già molto ricercato. È una bottiglia rara, pensata per gli amanti dei Languedoc singolari, lontano dalle cuvée standardizzate.
La cuvée L’Oratorio Saint Jean d’Aureilhan 2023 si basa su un assemblaggio di Mourvèdre, Syrah e Sangiovese. Il Mourvèdre apporta struttura, profondità e quella dimensione mediterranea scura che conferisce al vino la sua serietà. La Syrah rafforza le note di frutti neri, spezie, violetta e pepe, contribuendo alla texture setosa del palato. Il Sangiovese, più inatteso in questa zona, aggiunge un tocco di freschezza, tensione acidula e una leggera vibrazione italiana nell’equilibrio. Le vigne coltivate intorno al Salagou beneficiano di un clima caldo, secco e luminoso, ma anche di un rilievo che permette di preservare una bella energia. La vinificazione cerca di conservare la precisione del frutto, la morbidezza dei tannini e l’identità profonda del terroir. Il millesimo 2023 produce un vino denso, concentrato e armonioso, con quella sensazione di potenza controllata che si ritrova nelle più belle firme artigianali del Languedoc.
Nel bicchiere, L’Oratorio Saint Jean d’Aureilhan 2023 svela un colore scuro, intenso e brillante, annunciando un vino di grande profondità. Il naso si apre su mora, ribes nero, ciliegia nera e prugna, con sfumature di violetta, pepe, garriga, liquirizia e pietra calda. Il palato è ampio, vellutato e concentrato, ma mantiene una vera freschezza che evita qualsiasi pesantezza. I tannini sono presenti, fini e ben definiti, conferendo al vino una struttura seria e un bel potenziale di invecchiamento. Il finale prolunga i frutti neri, le spezie e una sensazione minerale che ricorda i paesaggi vulcanici e pietrosi del Salagou. Questo 2023 potrà essere bevuto dopo una buona aerazione, ma guadagnerà chiaramente a riposare qualche anno in cantina. Accompagnerà idealmente un carré di agnello, una costata di manzo maturata, un piccione arrosto, una daube languedociana, un tajine di agnello, selvaggina da piuma o un formaggio stagionato.
Vitigni: Mourvèdre, Syrah, Sangiovese