Domaine Hegaldaka - Christian Bourrus - Irouléguy Bianco 2024
Sulle alture di Saint-Jean-le-Vieux, nel cuore dei Paesi Baschi, Hegaldaka racconta la storia di una riconversione e di un profondo legame con una terra di famiglia. Christian Bourrus ha scelto di creare la sua tenuta su un promontorio del massiccio dell'Arradoy, dove due ettari di vigneti disegnano, visti dal cielo, la silhouette di un uccello con le ali spiegate. Piantato nel 2019, questo giovane vigneto presenta una particolare caratteristica geologica: riunisce, in un'unica proprietà, formazioni calcaree e ofiti, rocce di origine vulcanica caratteristiche di alcuni terroir pirenaici. La diversità delle esposizioni, da sud-est a ovest, arricchisce ulteriormente le possibilità offerte da questo piccolo mosaico di suoli. In questa regione montuosa soggetta alle influenze atlantiche, i venti del sud giocano anche un ruolo essenziale nella maturazione delle uve. Christian Bourrus ha scelto di dedicare interamente il suo vigneto ai vitigni bianchi tradizionali di Irouléguy, coltivati con agricoltura biologica. Hegaldaka, il cui nome evoca il volo in lingua basca, produce così un unico vino, frutto di un progetto personale in cui ogni decisione mira a esprimere le particolarità di questo terroir.
L'Irouléguy Bianco 2024 associa Petit Manseng, Gros Manseng e Petit Courbu, tre vitigni la cui complementarità permette di coniugare intensità aromatica, volume e freschezza. Il Petit Manseng apporta la sua concentrazione naturale e la sua acidità notevole, mentre il Gros Manseng contribuisce alla generosità del frutto e alla vivacità dell'insieme. Più discreto, il Petit Courbu interviene con la sua finezza, arricchendo la texture e le sfumature aromatiche dell'assemblaggio. Le vigne, ancora giovani, beneficiano di una conduzione biologica e di una raccolta manuale particolarmente adatta alla configurazione del vigneto. Dopo una pressatura dolce dei grappoli interi, il lavoro in cantina privilegia vinificazioni poco interventiste e un affinamento sulle fecce destinato a sviluppare la profondità del vino. Per questo millesimo 2024, Christian Bourrus ha prolungato l'affinamento di un inverno supplementare e ha scelto di non praticare alcuna filtrazione, con un apporto limitato di zolfo solo al momento dell'imbottigliamento. Questo approccio prende tutto il suo senso in un anno segnato da rese ridotte e da una freschezza naturale che contribuisce a preservare l'equilibrio del vino.
Questo bianco basco possiede il carattere dei vini che associano una maturità affermata a un'acidità particolarmente strutturante. La sua espressione aromatica evoca agrumi maturi, il cotogno, la pesca bianca e i fiori di acacia, con sfumature più discrete di scorze e frutti esotici. Il palato si distingue per una materia ampia, nutrita dal lavoro sulle fecce, che viene immediatamente equilibrata dalla vivacità caratteristica dei Manseng. Il millesimo 2024 apporta una tensione che attraversa la degustazione e impedisce alla ricchezza naturale dei vitigni di dominare l'insieme. Il finale si allunga sugli agrumi, accompagnato da una leggera amarezza di scorza e da una sensazione salina che ne rafforza la dimensione gastronomica. Ancora giovane, questo vino possiede la struttura necessaria per evolvere favorevolmente in bottiglia, sviluppando progressivamente note di cera, frutta secca e spezie. Un carpaccio di scampi, un rombo arrosto, un pollame da cortile con morelle o un Ossau-Iraty affinato offriranno bei abbinamenti con la sua profondità e freschezza.
Vitigni: Petit Manseng, Gros Manseng e Petit Courbu