Château BARDE HAUT 2012
All’estremità orientale dell’altopiano di Saint-Émilion, a Saint-Christophe-des-Bardes, Château Barde-Haut occupa un anfiteatro naturale esposto a sud, che domina la valle della Dordogna. La proprietà, le cui prime tracce risalgono alla fine del XVIII secolo, ha conosciuto un nuovo slancio dopo l’acquisizione da parte di Sylviane Garcin-Cathiard nel 2000, prima di entrare nella classificazione dei Grands Crus Classés di Saint-Émilion nel 2012. Il vigneto, unico e continuo, si estende su circa venti ettari secondo le fonti e si basa principalmente su suoli argillo-calcarei stabiliti su una roccia madre calcarea. Questa geologia conferisce al vino una base minerale che completa la naturale generosità del Merlot. Le strutture modernizzate all’inizio degli anni 2000 permettono una vinificazione parcellare e un lavoro rispettoso della vendemmia, in vasche di piccolo volume. Il tutto dà vita a Saint-Émilion carnosi e profondi, dove la maturità del frutto si accompagna a una ricerca di freschezza e definizione. L’annata 2012 possiede così una dimensione storica particolare per la proprietà poiché corrisponde all’ingresso ufficiale di Barde-Haut nella classificazione dei Grands Crus Classés.
Prodotto principalmente da Merlot completato da Cabernet Franc, il 2012 traduce con chiarezza la personalità solare di questo terroir meridionale di Saint-Émilion, senza rinunciare alla struttura che garantisce la longevità dei grandi vini della riva destra. La selezione effettuata in vigna e la vinificazione condotta in contenitori di materiali diversi contribuiscono a preservare la precisione del frutto costruendo al contempo una materia ampia. L’affinamento in legno, importante nello stile della proprietà, accompagna il vino con note tostate e speziate che si sono progressivamente integrate nel tempo. Dopo più di un decennio in bottiglia, questa cuvée ha guadagnato in profondità e patina, lasciando più spazio alle sfumature terziarie che alla sola espressione fruttata della sua giovinezza. L’annata 2012, meno dimostrativa rispetto ai grandi anni bordolesi del decennio, trova qui un interesse particolare nel suo equilibrio e nella sua evoluzione armoniosa. È un vino che illustra bene l’incontro tra la texture vellutata del Merlot, la freschezza apportata dal calcare e la trama più ferma del Cabernet Franc. Oggi il suo interesse risiede proprio in questa fase di maturità in cui il frutto nero inizia a dialogare con note più complesse di sottobosco e spezie.
Il colore granato scuro lascia intravedere un’evoluzione discreta sul bordo del bicchiere, mentre il naso si apre su mora, prugna nera e ciliegia matura prima di scivolare verso il sottobosco, il tabacco biondo, le spezie dolci e delicate sfumature tostate. Al palato la materia rimane carnosa, con un attacco morbido e una texture ampia, ma la freschezza apporta sufficiente slancio per mantenere l’insieme in un registro equilibrato. I tannini, ora ammorbiditi dall’affinamento e dagli anni in bottiglia, conservano una presenza strutturante senza durezza. Il finale prolunga i sapori di frutti neri e cacao su una nota leggermente terrosa e speziata, con quella persistenza saporita caratteristica dei Saint-Émilion arrivati a maturità. Può essere apprezzato già ora dopo un’apertura sufficientemente anticipata, in particolare con un carré di agnello arrosto, un filetto di manzo, un pezzo di vitello ai funghi o selvaggina da piuma. La sua texture e i suoi accenti evoluti si abbinano molto bene anche a un petto d’anatra accompagnato da una riduzione di frutti neri. Una temperatura di servizio intorno ai 16-18 °C permetterà di conservare la freschezza del vino lasciando esprimere pienamente le sue sfumature terziarie.
Vitigni: Merlot, Cabernet Franc