Michele Chiarlo - Barolo Cerequio 2019
Nel cuore delle Langhe, tra i comuni di La Morra e Barolo, Cerequio appartiene a quei terroir storici che hanno contribuito alla fama internazionale dei grandi vini piemontesi. Il suo vigneto disegna un anfiteatro naturale particolarmente ben esposto, protetto dai venti e beneficiando di un microclima così favorevole da essere soprannominato la "Riviera delle Langhe." Già nel XIX secolo, questo cru era riconosciuto per l'eccezionale qualità della sua posizione geografica, prima di figurare tra i terroir più prestigiosi nella celebre classificazione stabilita da Renato Ratti nel 1965. Michele Chiarlo, la cui casa è stata fondata nel 1956, ha fatto di Cerequio una delle espressioni emblematiche del suo savoir-faire, producendo la sua prima cuvée parcellaire nel 1988. Situate a circa 320 metri di altitudine, le sue vigne beneficiano di un'esposizione meridionale e di suoli costituiti da marne argilloso-calcaree di origine marina, formate quasi nove milioni di anni fa. Povere di materia organica, ma ricche di magnesio e manganese, queste terre contribuiscono a plasmare Nebbioli di notevole profondità, dove la potenza naturale del vitigno si accompagna a un'eleganza particolare. Il Barolo Cerequio incarna così un'interpretazione classica di questo grande terroir, associando concentrazione, complessità aromatica e eccezionale attitudine all'invecchiamento.
La vendemmia 2019 si distingue per condizioni climatiche particolarmente favorevoli all'elaborazione di grandi Barolo da invecchiamento. Dopo le precipitazioni invernali che hanno costituito importanti riserve idriche, la primavera relativamente fresca e piovosa è stata seguita da un'estate calda, punteggiata da piogge benvenute all'inizio di luglio. Le importanti escursioni termiche osservate a settembre e all'inizio di ottobre hanno poi permesso al Nebbiolo di raggiungere una maturazione progressiva, mantenendo la sua freschezza e ricchezza aromatica. Le uve provengono da un vigneto di tre ettari, piantato tra il 1972 e il 1990, i cui rendimenti sono controllati da un diradamento estivo che conserva solo cinque o sei grappoli per pianta. La vendemmia manuale si è svolta dal 6 al 10 ottobre, permettendo di raccogliere uve perfettamente mature, dotate di una bella concentrazione. La fermentazione è stata condotta per venti giorni in vasche di rovere da 55 ettolitri, con un delicato irrigazione del cappello di vinaccia per favorire un'estrazione progressiva dei tannini. Dopo la fermentazione malolattica, il vino ha beneficiato di due anni di affinamento in botti di rovere di capacità media, seguiti da un affinamento in bottiglia, per una maturazione totale di almeno tre anni.
Il Barolo Cerequio 2019 svela un colore rubino profondo con riflessi granato luminosi, annunciando un vino la cui complessità si esprime fin dai primi istanti. Il suo bouquet associa frutti rossi maturi, ciliegia nera e petali di rosa secchi a sfumature caratteristiche di menta, eucalipto e genziana, delicatamente arricchite da spezie fini. All'aerazione, note balsamiche e di liquirizia arricchiscono questa tavolozza aromatica, rivelando progressivamente tutta la personalità del cru. Al palato, l'attacco possiede una densità notevole, sostenuta da una trama di tannini serrati e setosi che conferisce al vino una struttura imponente senza mai compromettere la sua eleganza. La freschezza naturale della vendemmia apporta precisione a questa materia generosa, mentre il finale si prolunga sulle spezie, i frutti maturi e delicate sensazioni balsamiche. Ancora giovane, questo grande Barolo possiede un potenziale di invecchiamento considerevole e dovrebbe sviluppare, nel corso degli anni, sfumature di tartufo bianco, cuoio e sottobosco, mantenendo la sua notevole armonia. Accompagnerà magnificamente tajarin al tartufo bianco di Alba, un piccione arrosto, un carré di agnello alle erbe, un vitello brasato al Barolo o un Castelmagno a lungo affinato.
Vitigno: 100% Nebbiolo